Quando un cliente segnala un problema, la velocità con cui si risponde e la qualità con cui lo si risolve possono fare la differenza.
Nel settore MedTech, il service assume una rilevanza ancora maggiore: dietro una richiesta di assistenza possono esserci un processo clinico e, direttamente o indirettamente, il percorso di cura di un paziente.
Secondo il Salesforce State of Service Report*, che analizza lo stato e le sfide dell'assistenza sul campo, l’82% dei professionisti del Service ritiene che le aspettative dei clienti siano più elevate rispetto al passato. Allo stesso tempo, l’81% considera la costruzione della relazione con il cliente una componente fondamentale del proprio ruolo, ma riesce a dedicarvi soltanto il 46% del proprio tempo: il resto viene assorbito da attività amministrative e operative.
Nel MedTech, ogni fermo macchina, ritardo nella risoluzione di un problema o informazione non correttamente tracciata può avere implicazioni che vanno oltre il singolo intervento tecnico. Per questo il service non è più soltanto una funzione di supporto post-vendita ma una leva strategica per garantire continuità operativa, customer experience, qualità e compliance.
È in questo scenario che CRM, automazione e intelligenza artificiale possono contribuire a costruire un modello di service più connesso, proattivo e predittivo. Ma l’AI da sola non basta, per generare valore deve poter contare su dati affidabili, processi integrati e una governance adeguata al contesto regolamentato del MedTech.
In questo blog post vedremo:
Dunque, come migliorare efficienza, customer experience e qualità del service MedTech senza aumentare il carico operativo e mantenendo elevati livelli di controllo e tracciabilità? La risposta parte dalla capacità di connettere dati, processi e competenze in un ecosistema integrato, nel quale le informazioni siano accessibili, aggiornate e contestualizzate.
L’AI nel service per il MedTech può essere efficace solo se opera su dati affidabili, contestualizzati e governati. Prima di introdurre nuovi strumenti intelligenti è quindi necessario costruire una base informativa capace di collegare clienti, asset, contratti, interventi, documentazione tecnica e processi di qualità.
Quando si parla di AI, infatti, l’attenzione tende a concentrarsi sulle potenzialità della tecnologia. Ma l’intelligenza artificiale non genera valore semplicemente perché viene introdotta in un’organizzazione. Può supportare il triage delle richieste, facilitare il troubleshooting, recuperare informazioni dalla knowledge tecnica, individuare anomalie, assistere i processi di quality o contribuire alla manutenzione predittiva. Per farlo in modo affidabile, però, deve conoscere il contesto in cui sta operando.
Un esempio concreto di questo percorso è rappresentato dalla trasformazione intrapresa da Diasorin insieme ad Atlantic Technologies e a Salesforce.
Negli ultimi anni, Diasorin ha lavorato alla digitalizzazione e all’integrazione dei processi di assistenza tecnica a livello globale, coinvolgendo oltre 1.300 utenti in 15 Paesi.
L’obiettivo è stato costruire un ecosistema digitale capace di connettere persone, processi e informazioni lungo il ciclo di vita del Service, integrando aree come: customer service, field service, technical support, complaint management, quality review, processi di qualità.
Al centro della trasformazione c’è la capacità di mettere in relazione dati provenienti da sistemi differenti e renderli disponibili all’interno di una vista condivisa.
Clienti, siti, contatti, strumenti installati, contratti, richieste di assistenza e attività sul campo sono stati collegati in un unico contesto operativo, permettendo ai diversi team di lavorare sulle stesse informazioni.
Una richiesta di assistenza può essere seguita dalla segnalazione iniziale alla risoluzione, mantenendo continuità informativa tra service, field service, technical support e quality assurance.
Inoltre, particolare attenzione è stata dedicata agli aspetti di qualità e compliance, elementi imprescindibili nel settore MedTech. Processi come complaint management, risk assessment e quality review sono stati integrati nei flussi operativi, con l’obiettivo di rendere i controlli parte delle attività quotidiane anziché verifiche esclusivamente successive.
Anche la digitalizzazione del field service ha contribuito a questo modello. Ogni intervento sul campo non genera soltanto un report: produce dati strutturati e contestualizzati che possono alimentare altri processi. Un intervento di manutenzione può, ad esempio alimentare una quality review, una segnalazione può essere correlata allo storico dell’asset, un controllo può essere automatizzato e una verifica tecnica può diventare parte di un processo di miglioramento continuo.
Il dato raccolto sul campo smette così di rimanere confinato nella singola attività e diventa patrimonio informativo dell’organizzazione.
Uno degli elementi più innovativi del progetto è WOCA - Work Order Closure Automation, una soluzione sviluppata per automatizzare e standardizzare i controlli legati alla chiusura degli interventi. Prima che un Work Order venga completato, il sistema verifica automaticamente la presenza delle informazioni richieste, identifica eventuali anomalie o incongruenze e segnala le situazioni che richiedono un'ulteriore revisione.
In un settore regolamentato come il MedTech, il valore dell’automazione non consiste soltanto nel ridurre le attività ripetitive. Consiste anche nella possibilità di rafforzare qualità e controllo del dato senza trasferire sulle persone un numero crescente di verifiche manuali.
L’automazione gestisce i controlli standardizzabili; le persone possono concentrarsi sulle eccezioni e sulle attività che richiedono esperienza, competenze e capacità decisionale.
Nel perimetro del progetto, questo modello ha consentito di risparmiare circa 20.000 ore di lavoro all’anno, equivalenti all’attività di circa 12 risorse full time, che oggi possono dedicarsi ad attività a maggior valore aggiunto legate al supporto dei clienti, al miglioramento continuo dei processi e all'innovazione del servizio.
Un risultato che dimostra come, nel service MedTech, la digitalizzazione dei processi e l’automazione dei controlli possano conciliare efficienza operativa, qualità e tracciabilità.
A questo si affianca l’utilizzo di analytics per monitorare KPI, performance operative, configurazioni degli asset installati e costi di servizio, creando una base informativa utile per decisioni sempre più data-driven.
Queste fondamenta aprono progressivamente la strada a nuovi scenari di automazione intelligente e AI
Scopri altri dettagli del progetto Diasorin direttamente dalle parole del cliente.
Per essere affidabile, deve però operare su dati governati, fonti approvate e processi che prevedano adeguati meccanismi di controllo e supervisione umana
Quando storico degli interventi, informazioni sugli asset e dati provenienti dai dispositivi connessi vengono integrati, l’AI può individuare pattern e segnali di possibili anomalie.
Questo crea le condizioni per passare progressivamente da una logica prevalentemente reattiva a un modello più proattivo, nel quale le informazioni disponibili vengono utilizzate per anticipare criticità e pianificare meglio gli interventi.
In sintesi, un modello predittivo può segnalare asset che meritano attenzione; la pianificazione dell’intervento resta però legata a verifiche tecniche, disponibilità delle risorse e procedure autorizzate.
Un’ulteriore evoluzione riguarda gli agenti AI, capaci non soltanto di suggerire informazioni, ma anche di supportare l’esecuzione e l’orchestrazione di attività all’interno di workflow definiti.
Nel service potrebbero, ad esempio, raccogliere informazioni da sistemi differenti, predisporre sintesi, attivare attività autorizzate o indirizzare le eccezioni verso il team competente.
Nel MedTech, tuttavia, autonomia e automazione devono essere progettate in funzione del rischio e del processo: ruoli, autorizzazioni, audit trail, escalation e human-in-the-loop rimangono elementi centrali della governance.
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L’intelligenza artificiale rappresenta un’opportunità per aumentare efficienza, qualità del servizio e capacità decisionale. Ma il suo valore dipende dalle fondamenta su cui viene costruita.
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